— Ah!... Tu, signora! — esclamò il gigante, che non l'aveva ancora veduta. — Non è questo il tuo posto.

— Lasciami sparare ancora un colpo, Tabriz. —

Alcune grida mandate dai servi, li avvertirono che qualche cosa di grave stava per accadere.

Hossein gettò un rapido sguardo al di sopra del parapetto.

— Hanno alzata la scala! — gridò.

— Lascia che salgano padrone, — disse Tabriz, rimboccandosi le ampie maniche e mostrando due braccia grosse, quanto quelle d'un gorilla e irte di enormi sporgenze. —

Hossein spinse la fanciulla verso una delle stanze che avevano le porte sulla galleria.

— Là, amica, — disse con voce alterata. — Questo è il momento terribile e bisogna che tu non ti trovi presso di me.

Il mio cuore tremerebbe troppo per te.

— No, Hossein. Se dobbiamo morire, voglio cadere al tuo fianco, mio prode! — gridò la fanciulla con esaltazione.