I banditi che si trovavano dietro la casa di Talmà e che sparavano sul terrazzo, udendo quel segnale, abbandonarono precipitosamente la cinta, raggiungendo i loro camerati che saltavano in sella, sotto il fuoco vivissimo degli assediati.

— Al galoppo! — ordinò Hadgi — La partita è perduta. —

Le Aquile allentarono le briglie e s'allontanarono in due lunghe file, scomparendo verso occidente, prima che il vecchio beg ed i suoi drappelli avessero avuto il tempo di chiudere loro la ritirata e d'impegnare la lotta.

CAPITOLO VII.
La scomparsa di Abei Dullah.

Il vecchio beg, rimasto solo a guardia dell'immensa tenda, dopo la partenza precipitosa di Hossein e di Tabriz pel nord e di Abei Dullah per l'occidente trovandosi la scorta in quella direzione, aveva fatto subito i suoi preparativi di difesa, non essendo improbabile che qualche manipolo di banditi cercasse di approfittare dell'assenza dei due giovani e del servo, per tentare un colpo di mano.

La notizia dell'imminente matrimonio di Hossein con Talmà la bella, doveva essersi sparsa a grande distanza nella steppa, essendo il vecchio beg conosciuto da tutte le tribù e, siccome i regali di nozze dei ricchi sono sempre costosissimi, non era difficile supporre che quell'attacco fosse diretto più contro quei regali, che contro i fidanzati, almeno così la pensava il beg.

Giah Agha era però un tale uomo da far tremare anche da solo parecchie Aquile della steppa. Nella sua gioventù era stato un guerriero indomito e gli anni non avevano calmati ancora i suoi istinti battaglieri, nè scemata la fama di coraggiosissimo, che si era guadagnata.

Non appena i tre cavalieri scomparvero fra le tenebre, staccò i suoi archibugi che erano appesi ai pali della tenda, una mezza dozzina circa e tutti splendidi e di lunga portata, avendoli acquistati dai persiani che godevano allora fama di abilissimi armaiuoli; si cacciò nella cintura le sue due pistole ed il kangiarro, che aveva l'impugnatura d'oro con turchesi e rubini e andò a sedersi sulla soglia della tenda, mettendosi accanto il narghilè.

— Se i ladroni verranno poi a farmi visita li riceverò come si meritano — disse, riaccendendo la pipa, che nel frattempo si era spenta.

— D'altronde la scorta non tarderà a giungere. Il cavallo di Abei nulla ha da invidiare per velocità e per resistenza a quello di Hossein ed al mio.