— Ed Abei? — chiese Hossein. — Insegue i banditi?
— Io non l'ho più veduto, — rispose il beg. — Solo il suo cavallo è tornato alla tenda, senza cavaliere.
— Abei scomparso! — esclamarono ad una voce Hossein e Talmà.
— Io temo, figli miei, che gli sia toccata qualche sventura avanti che abbia potuto raggiungere la scorta.
— E non andremo a cercarlo? — chiese Hossein.
— Sì. Affiderò la missione di trovare Abei a Tabriz. Mi addolorerei troppo che egli non assistesse al matrimonio di questi ragazzi. —
Tabriz, che era conosciutissimo dai Sarti, scelse venti cavalieri, montò Heggiaz che pareva fosse appena uscito dalla scuderia, non ostante la lunga corsa fatta e diede il comando di partire, mentre il beg e Hossein gli gridavano dalla veranda:
— Ritorna presto e con lui. —
CAPITOLO VIII.
La steppa turcomanna.
In quell'immenso spazio che si estende fra il mar Caspio ad occidente ed il mar d'Aral ad oriente, toccando i confini della Persia, dell'Afganistan, della Duzungaria cinese e del Belucistan, vive un gran popolo fiero, bellicoso, che nessuno degli stati confinanti è stato mai capace di soggiogare.