Lasciamolo venire e andiamo a cenare prima che l’arrosto diventi freddo.

— Terrò gli occhi ben aperti, signore.

— Ed io gli archibugi pronti. —

Il signor di Correa che non sembrava molto inquietarsi della vicinanza del pericoloso rettile, il quale d’altronde si era fermato ad una quarantina di metri, celandosi in mezzo alle immense foglie delle victoria, tornò tranquillamente all’accampamento improvvisato fra le piante e si mise, per modo di dire, a tavola, squartando sgozzando i due traira. —

Quantunque mancasse il sale e non avessero nulla da sostituire il pane, fecero scomparire ben presto i due pesci, la cui carne fu giudicata da entrambi deliziosissima.

Avevano appena terminato, quando udirono fra le canne che crescevano sulle rive dell’isolotto dei fruscii sospetti.

— È il caimano che cerca di issarsi sulla sponda, — disse Alvaro sottovoce, armando rapidamente il suo archibugio.

Si gettò bocconi fra le erbe che erano alte e si mise a strisciare verso la riva, fiancheggiato dal mozzo che si era armato anche della scure.

Il fruscio continuava e si scorgevano le cime delle canne a ondeggiare, come se un grosso corpo cercasse di aprirsi il passaggio.

— Che sia proprio il caimano? — chiese Garcia con un filo di voce.