Alvaro e Garcia accesero il fuoco, infilarono il quadrumane nella bacchetta di ferro di uno dei fucili e lo misero ad arrostire.
Il castigliano intanto aveva fatto un giro attorno alle macchie ed era tornato recando due cornetti formati con foglie di banano, pieni d’un certo liquido che pareva vino bianco.
— Assahy, — disse, invitando Alvaro ad assaggiarlo. — Non vi farà male, anzi!
— Da dove lo avete tratto?
— Da un albero dalla palma assahy. Può, questo liquido, surrogare il vino.
— Arrosto e vino! Peccato che manchi il pane!
— Ne troveremo, ve lo prometto, — disse il marinaio. — Se qui non ho veduto le piante che cercavo, in altro luogo non mancheranno.
La vita è facile nel Brasile e basta curvarsi per trovare di che cibarsi e di che dissetarsi.
Ho imparato molte cose dagl’indiani che prima ignoravo assolutamente.
— Paese felice! — esclamò Alvaro.