— No, rispose il marinaio. — Io credo che anche cadendo nelle loro mani, la mia vita non correrebbe pericolo alcuno.
— Spiegatevi meglio.
— Dai Tupinambi che hanno affrontato quelle orde, ho saputo che il loro pyaie in un accanito combattimento è stato ucciso da una freccia.
Io suppongo che mi abbiano inseguito per tanti giorni, per fare di me lo stregone delle loro tribù.
Chissà, la fama che i Tupinambi possedessero un pyaie dalla pelle bianca, può essere giunta fino a loro e mi hanno così ostinatamente inseguito, pel desiderio di avermi.
Non saprei spiegarmi altrimenti questa caccia. Che cosa rappresenterebbe per loro un uomo? Appena una colazione.
— Comincio a crederlo anch’io, Diaz, — rispose Alvaro. — Che ritornino?
— Non ne dubito. Quando si persuaderanno che le mie tracce non si trovano nella foresta, noi li vedremo ricomparire.
— Se ci scoprissero?
— Non sospetteranno mai che noi ci troviamo così vicini. Ah! I maledetti! Non avevamo pensato alle caraja e saranno queste che tradiranno la nostra presenza. —