— Può darsi, ma perderanno inutilmente il loro tempo e noi approfitteremo per fuggire verso l’ovest. —

— Scendiamo, — disse Alvaro. — Ne ho abbastanza di quest’albero.

— Aspettate un momento. Possono tornare improvvisamente colla speranza di sorprenderci. —

Rimasero immobili parecchi minuti, ascoltando attentamente, poi rassicurati dal profondo silenzio che regnava nella immensa foresta calarono le liane che avevano ritirate e si lasciarono scivolare fino al suolo.

— Si sono diretti verso il settentrione, — disse il marinaio, — e noi ci dirigeremo verso occidente invece.

I villaggi dei Tupinambi si trovano verso il mezzodì, ma a noi non conviene prendere quella direzione. Incontreremmo sulla nostra via il grosso o le retroguardie degli Eimuri.

Andiamo, signor Viana e giuochiamo bene di gambe, come diciamo noi marinai. —

Pochi istanti dopo i due naufraghi ed il castigliano abbandonavano la radura scomparendo rapidamente nella foresta immensa.

CAPITOLO XV. Le anguille tremanti.

Per cinque lunghissime ore il piccolo drappello marciò senza interruzione in quella gigantesca boscaglia, passando di macchia in macchia e non facendo che qualche brevissima sosta per ascoltare se udivasi qualche rumore che annunciasse un inseguimento da parte di quei formidabili mangiatori di carne umana.