— Preferisco camminare, quantunque non mi sia riposato sufficientemente, — disse Alvaro. — Quei dannati selvaggi mi hanno messo indosso una paura indiavolata che non riesco a scacciare.
— Camminiamo, signore, — rispose il marinaio che pareva avesse perduto il suo solito buon umore. — Ci procureremo la colazione più tardi.
— C’è ancora la testuggine, — disse il mozzo.
— Che non ci servirà a nulla a menochè tu non preferisci divorarla cruda, giacchè io non permetterò di accendere il fuoco.
I selvaggi fiutano il fumo a delle distanze incredibili ed il fuoco tradirebbe la nostra presenza.
— Brutto affare, — disse Alvaro. — Dovremo noi galoppare come cavalli e ristorarci poi con delle sole frutta? Non resisteremo a lungo, mio caro marinaio.
— Chissà che non troviamo qualche cosa di meglio delle frutta, — rispose Diaz. — Le foreste brasiliane offrono delle risorse sorprendenti.
Su, gambe in ispalla e riprendiamo la corsa.
— Che ci siano già vicini quei maledetti antropofagi?
— Sulla nostra pista di certo.