— Quand’è che troveremo un altro fiume che ci permetta di fare una buona sosta?
— Lo ignoro, — rispose il marinaio. — Non conosco queste foreste.
Non sono però rari i corsi d’acqua nel Brasile, anzi può darsi che da un momento all’altro ne incontriamo qualcuno. —
Ripartirono, dapprima con passo un po’ lento, poi riscaldatesi le gambe, non tardarono ad affrettarlo quantunque molto sovente fossero costretti ad arrestarsi dinanzi a degli ammassi mostruosi di cipò chumbo, piante convolvolacee di color giallo, somiglianti alle liane, che formano delle reti assolutamente impenetrabili.
Essendo le piante altissime in quel luogo, stormi innumerevoli di uccelli fuggivano da tutte le parti all’avvicinarsi dei fuggiaschi, facendo un baccano assordante.
Dei tucani dal becco rosso e giallo e gigantesco, gli occhi azzurri e le penne scarlatte; grossi arà, piccoli maitaco dalla testa turchina, azulee azzurre e japu che facevano un baccano indiavolato e sgradevolissimo, s’alzavano fra i cespugli e le macchie empiendo la foresta di grida, di cinguettii, di schiamazzi.
Sotto le sipo invece saltellavano a miriadi le schifose barata, sorta di piattole puzzolenti, di color bruno, che sono la disperazione dei poveri indiani perchè quando riescono ad introdursi in una capanna, in una sola notte divorano provviste, veste, pelli, amache, lacci.
La foresta a poco a poco diventava umidissima. Il suolo cedeva facilmente sotto i piedi dei fuggiaschi, conservando le orme che gli Eimuri potevano seguire senza fatica e dalle piante cadevano goccioloni. La marcia, già tanto faticosa, diventava in tal modo sempre più difficile mettendo ben a dura prova Alvaro ed il mozzo i quali penavano a trascinarsi dietro al marinaio che, abituato alle lunghe e velocissime marce degl’indiani, pareva infaticabile.
Verso le dieci Diaz, accortosi dello stato compassionevole dei compagni, si decise ad accordare loro un po’ di riposo. Capiva che non si poteva chiedere di più alle loro forze già estremamente esauste e poi l’appetito cominciava a farsi sentire colla magrissima cena della sera innanzi.
— Fermiamoci qualche ora e cerchiamo qualche cosa da porre sotto i denti, — disse.