Non erano già le frutta fusiformi della pianta che avevano attratta la sua attenzione, frutta d’altronde non mangiabili, bensì una specie di piattaforma, lunga tre o quattro metri e larga quasi altrettanto, costruita su due solidi rami e sopra la quale svolazzavano cinguettando numerosi uccelli, grossi tutt’al più come un pivione.

— Ci sarebbe lassù da fare una superba frittata, — disse — se la paura di accendere il fuoco non ci costringesse a rinunciarvi. Bah! Ci accontenteremo di sorbire le uova se non saranno troppo passate.

— Che cos’è quella piattaforma? — chiese Alvaro.

— Un nido di tordi tessitori, — rispose il marinaio. — Sono uccelli singolari che al pari delle passere repubblicane, amano vivere in società.

Lassù potremo raccogliere parecchie centinaia di uova.

— È solido quel nido?

— Può reggere anche un uomo, tanto sono abili costruttori quegli uccelli. Eh, Garcia, saresti capace di dare la scalata a questo paiva? I bitorzoli del tronco ti serviranno benissimo di appoggio purchè tu faccia attenzione alle spine.

— Pronto, marinaio, — rispose il mozzo. — È un affare spiccio.

— Adagio, mio caro, non tanta furia anzi sii cauto quando sarai lassù.

— Che mi cavino gli occhi quegli uccelli?