Sempre mugolando e urlando e picchiandosi maledettamente anche a vicenda, gli Eimuri si cacciarono sotto i boschi, marciando disordinatamente.
Un quarto d’ora dopo i sotto-capi si arrestavano sulle rive di un fiume che in quel luogo misurava almeno mezzo chilometro di larghezza e che pareva fosse profondissimo.
Il capo si diresse verso una roccia che scendeva quasi a picco sul fiume e guardò per parecchi minuti le acque.
Alvaro e Garcia, che lo avevano seguito, si provarono ad interrogarlo.
— Caribi, — rispose l’Eimuro.
— Caribi! — esclamò Alvaro. — Ah! Devono essere quei certi pesciolini che per poco non divorarono Diaz. Te ne ricordi, Garcia?
— Sì, il marinaio ci ha parlato dei caribi. Che siano venuti qui per pescarli?
— Ora vedremo, — rispose Alvaro.
Il capo in quel frattempo si era fatto portare un paniere e aveva levate..... delle membra umane che parevano fossero state recise da poco, essendo ancora sanguinanti.
Prese un braccio che aveva ancora, intorno al polso, un braccialetto di conchiglie e lo gettò nel fiume, poi una gamba e una testa che sembrava avessero appartenuto ad un ragazzo.