Si era trovato avvolto fra le spire del serpente.... (Cap. XXI).

Quello sparo e la morte fulminante del selvaggio, dovevano aver prodotta una immensa impressione su quegl’indiani che in quell’epoca non conoscevano le armi da fuoco e che come tutti i popoli primitivi, avevano una grande paura del tuono.

— Signor Alvaro, — disse il mozzo. — Se noi approfittassimo dello spavento che ha invaso questi selvaggi per mettere in moto le nostre gambe?

— Non ci lascierebbero andare, ragazzo mio, e ben presto li avremmo tutti addosso. No, questo non è il momento di fuggire nè di commettere imprudenze.

Ah! Ecco il giovane indiano che viene verso di noi. Non è meno spaventato degli altri, quel povero diavolo. —

L’interprete era uscito da una capanna e s’avanzava timidamente verso di loro, mentre dietro di lui tuonava la voce rauca del capo.

Era pallidissimo e tremava come una foglia mossa dal venticello.

— Non aver paura, — gli disse Alvaro, sorridendo. — Nessuno ti ucciderà.