— Non ucciderà più nessuno?
— Sì, il serpente che ha divorato i guerrieri del capo, — rispose Alvaro.
Il ragazzo si era diretto, correndo, verso la capanna da cui era uscito e poco dopo tornava seguito dal capo e da parecchi guerrieri. Erano però anche essi in preda ad un vivissimo spavento e guardavano sospettosamente i due pyaie e sopratutto quella terribile arma che ispirava ormai un terrore superstizioso, ed invincibile.
Incoraggiati però dalla immobilità e dai sorrisi di Alvaro, a poco a poco formarono attorno a lui un circolo, tenendosi tuttavia sempre a rispettosa distanza.
— Di’ al capo di condurre qui qualche animale, se ne ha qualcuno, — disse Alvaro al ragazzo.
— Che cosa vuoi fare?
— Mostrare al capo come si uccide. —
Il ragazzo scambiò alcune parole coll’Eimuro, poi disse:
— Il capo ti offre uno dei suoi prigionieri. Ne ha ancora una dozzina.
— Mi conduca un animale o non vedrà nulla. Sono i pyaie che comandano in questo momento. —