Alvaro ed il mozzo, che temevano di vederlo svenire, s’affrettarono a obbedirlo.

— Ed ora? — chiese Alvaro.

— Ci vorrebbe del cotone o del canape per avvolgere l’argilla ed il bambù. Là, nella macchia dove avete ucciso il jaguaro nero..... le sapucaia sotto la corteccia hanno..... una specie di stoppa..... servirà bene..... Signor Viana..... non ci vedo più..... Maledetto animale!

Non sarà nulla..... il sangue perduto...... mi rimetterò più tardi..... —

Il marinaio, vinto dall’estrema debolezza, era caduto sullo strato di foglie, smarrendo i sensi.

— Signore, è morto! — gridò Garcia che aveva le lagrime agli occhi.

— Non spaventarti, — disse Alvaro. — La ferita è grave, ma non pericolosa e quest’uomo guarirà, non dubitare.

Andiamo a cercare il canape. Temo che il sangue filtri anche attraverso lo strato d’argilla e allora la cosa potrebbe diventare seria.

Sotto la corteccia ha detto; andiamo a provare se ne esiste realmente. —

Si curvò sul marinaio e gli mise una mano sul cuore.