È così che fanno gl’indiani. Il vostro coltello non servirebbe a nulla. —
Oh meraviglia! Quelle zucche che pure parevano durissime, appena strette dalla liana si spaccavano per metà, come fossero state segate.
Le cuia, così si chiamano le frutta della cuiera (crescentia cajeput) sono pregiatissime dagli indiani. Ben seccate servono da vasi ed in tutte le capanne brasiliane o venezuelane se ne trovano in gran numero, abbellite sovente con disegni a colori, assai originali.
Vuotatele della loro polpa biancastra e ottenuti quattro bei recipienti, Alvaro ed il mozzo vuotarono rapidamente la piroga, facendola rimontare interamente a galla.
Era una bella canoa scavata col fuoco più che colle scuri di pietra, nel tronco d’un cedro, lunga dieci metri e larga uno e fornita di quattro pagaie di forma lancellata ed a manico corto.
È incredibile l’abilità degli indiani nella fabbricazione delle loro piroghe. Quantunque privi completamente di istrumenti adatti, sanno dare alle loro imbarcazioni delle forme stupende senza comprometterne la stabilità e non di rado le adornano di sculture che rappresentano bene o male teste di caimano, di giaguaro o di serpenti.
La canoa era già stata interamente vuotata e sbarazzata delle piante acquatiche che avevano cominciato a spuntare, segno non dubbio della sua lunga immersione, quando un secondo lupo guarà uscì dalla foresta, fuggendo a precipizio.
— Qualcuno sta per giungere, — disse Alvaro. — Sbrighiamoci. —
Prese fra le braccia Diaz e lo portò nella canoa dove già il mozzo aveva preparato un letto formato con foglie di palma.
Ve lo adagiarono delicatamente, imbarcarono le frutta raccolte, le corteccie dell’albero delle stoviglie e l’argilla e presero le pagaie spingendosi rapidamente al largo.