— Tornerò presto, — disse Alvaro al marinaio, — e se vedrò che i Caheti sono scomparsi, domani andremo tutti nella foresta.
Ormai quest’isolotto non può fornirci altro che delle foglie e della fame in quantità.
— Conducete con voi il mozzo, — disse Diaz. — Io non ho più bisogno di cure e anche stamane ho potuto alzarmi e girare intorno all’albero.
Due fucili valgono meglio d’uno.
— Mi rincresce lasciarvi solo.
— Non preoccupatevi, signor Viana. Impiegherò il tempo a intrecciare due cappelli di paglia che vi ripareranno meglio dei vostri berretti, già sdrusciti.
Ma siate prudenti e non accostatevi alla riva se prima non siete ben convinti che sia deserta.
— Ve lo prometto. D’altronde torneremo prima che il sole tramonti e con qualche capo di selvaggina, almeno così spero. —
Presero i due archibugi lasciando al marinaio la gravatana di cui sapeva servirsi abilmente, come abbiamo già veduto, e balzarono nella canoa.
— Prudenza! — gridò un ultima volta Diaz, il quale si era coricato sotto l’ombra di una bananeira che lanciava le sue immense foglie in tutte le direzioni.