Il marinaio fece cenno al portoghese di levarsi le scarpe e di denudare i piedi.

— L’operazione sarà rapida e niente dolorosa, — disse poi. — Levato il nido della chique potrete riprendere la marcia senza provare disturbo alcuno. —

L’indiano esaminò i piedi d’Alvaro e mostrò su entrambi due piccolissime rigonfiature.

Prese una delle spine e con destrezza meravigliosa e senza che il portoghese provasse quasi dolore, strappò una dietro l’altro tre granelli grossi come piselli che gettò via.

— Le pulci avevano trovati i vostri piedi più adatti per deporre le loro uova, — disse Diaz, sorridendo. — Il sangue bianco conviene forse meglio ai piccini. Eccovi sbarazzato da quei pericolosi ospiti. —

L’indiano mise sulle punture fatte un pizzico di paricà, poi disse al marinaio:

— Andiamo.

— Che siamo inseguiti? — chiese Diaz.

— Rospo Enfiato non ha ancora udito alcun rumore sospetto, ma è meglio allontanarsi presto dal fiume.

— Quando giungeremo all’aldèe dei Tupy?