Gli pareva di udire degli strani fruscii e perfino di sentire il tetto a tremare, come se degli uomini lo avessero già scalato.
Erano trascorse tre o quattro ore, quando udì a breve distanza un colpo secco come se un dardo o qualche cosa di simile si fosse piantato in una trave del tetto.
— Avete udito signore? — chiese Garcia che vegliava, facendo sforzi supremi per non lasciarsi vincere dal sonno.
— Sì, — rispose Alvaro.
— Devono averci lanciata addosso una freccia colla speranza di colpirci.
— Non certo colla gravatana, — rispose Alvaro. — Quelle cannuccie non fanno rumore.
— Mi sembra di scorgere un’asta verso l’orlo del tetto.
— Andiamo a vedere, Garcia.
— Badate, signore. Potreste riceverne una nei fianchi e voi sapete che il vulrali non risparmia nessuno.
— Con questa oscurità non si può mirare. —