— Tutti sarebbero orgogliosi di avere un tale uomo. Io anzi sono quasi certo che anche i suoi nemici non oserebbero divorarlo.

— Nondimeno non sono affatto tranquillo sulla sua sorte e vorrei già..... —

Diaz si era bruscamente alzato deponendo la pagaia e guardava verso la riva vicina che era spaccata da un piccolo corso d’acqua ingombro d’isolotti.

— Che cosa guardi? — chiese il Rospo.

— Ho udito un sibilo echeggiare laggiù, fra quelle canne palustri.

— Sarà stato qualche tapiro, — disse il Rospo. — Quegli animali abbondano sulle rive delle savane.

— A me parve il sibilo d’una freccia.

— Che i Tupy immaginandosi che noi ci saremmo rifugiati nella savana, siano scesi lungo le rive di quel fiumicello? — si chiese il Tupinambi con una certa inquietudine. — È bensì vero che noi abbiamo la canoa e che non saremo così sciocchi d’approdare.

— Tu sai che ne posseggono anche loro, — disse Diaz.

— Purtroppo, — rispose l’indiano.