L’Atlantico si era calmato e solo di quando in quando qualche cavallone, poco alto, si distendeva nella baia, andando ad infrangersi contro le scogliere e gli isolotti.
La zattera appena toccata l’acqua si raddrizzò, rollando vivamente e beccheggiando e urtando contro il fianco della caravella.
Correa ed il mozzo, assicuratisi che galleggiava perfettamente, calarono i due barilotti contenenti le munizioni e qualche vestito di ricambio trovato nella cabina del pilota, presero i loro spadoni, la scure e gli archibugi e scesero sul galleggiante troncando le funi.
— Dove ci dirigeremo, signore? — chiese il mozzo, disponendosi a prendere i remi.
Correa lanciò un lungo sguardo verso la costa, poi indicando un fiume che si versava nella vasta baia, disse:
— Approderemo là; saremo abbastanza lontani da quello che hanno risalito i brasiliani. —
CAPITOLO IV. Alla costa.
La zattera galleggiava perfettamente, mercè anche i quattro carratelli legati ai suoi angoli e manteneva fuori d’acqua la sua piattaforma malgrado le ondate che rumoreggiavano nella baia.
Il signor di Correa ed il ragazzo, dopo essersi orizzontati, si erano messi ad arrancare con lena, tenendo però gli sguardi quasi sempre volti alla foce del fiume entro la quale si erano cacciate le tre piroghe dei brasiliani.
Temevano che quei bricconi si fossero nascosti fra le piante che coprivano le due rive e che da un istante all’altro facessero la loro comparsa.