— L’Uomo di fuoco, — balbettò. — Il capo dei Tupinambi... l’invincibile. —

Prese le mani d’Alvaro e di Garcia e cercò di sorridere un’ultima volta.

— Addio, — mormorò con voce appena distinta. — Il vulrali non perdona. —

Cercò di rialzarsi poi d’un tratto ricadde.

Diaz, il gran pyaie dalla pelle bianca, era morto!

Conclusione.

Dieci giorni dopo Caramurà veniva nominato gran capo dei Tupinambi e fondava un nuovo villaggio all’estremità della baia di Reconcavo, nel luogo ove sorge la città di Bahia.

Per lunghi anni rimase fra i selvaggi che avevano imparato ad apprezzarlo grandemente, difendendoli contro gli assalti di tutte le tribù indiane e rendendosi temuto in tutto il Brasile meridionale.

Sposo di parecchie figlie di capi celebri, aveva già fondata una numerosa famiglia e si era rassegnato a terminare i suoi giorni fra le foreste del Brasile, quando un giorno una nave normanna andò a gettare l’àncora nella baia di Reconcavo.

Il desiderio di rivedere il suo paese e gli uomini della sua razza era diventato tale, che non potè rifiutare le offerte fattegli dal capitano di ricondurlo in Europa.