Alvaro ritornato capo dalle orde dei Tupinambi, non tardò a riprendere coi suoi compatriotti buone relazioni che non furono mai rotte, nemmeno all’arrivo della grande spedizione capitanata da Tommaso de Souza che fu, si può dire, il più grande colonizzatore del Brasile.

Caramurà si spense assai vecchio, lasciando un gran numero di figli e le famiglie più cospicue di Bahia anche oggi vanno superbe di discendere da quel fortunato avventuriero.

FINE


[ INDICE]

Cap.
I. Sulle coste del Brasile [3]
II. Gli antropofagi [11]
III. L’assalto degli antropofagi [24]
IV. Alla costa [36]
V. Nelle foreste brasiliane [51]
VI. Il giboia delle paludi [62]
VII. L’assalto del «jacarè» [74]
VIII. La zattera vivente [84]
IX. Assediato dai pecari [94]
X. Un dramma nella foresta [104]
XI. Nella foresta vergine [116]
XII. Il marinaio di Solis [123]
XIII. Gli Eimuri [132]
XIV. La caccia agli uomini bianchi [138]
XV. Le anguille tremanti [143]
XVI. Una sorpresa dei selvaggi [153]
XVII. La savana sommersa [163]
XVIII. I Pyaie bianchi [172]
XIX. Le vittime della guerra [182]
XX. L’Uomo di fuoco [190]
XXI. La fuga [199]
XXII. Ancora il marinaio di Solis [208]
XXIII. Ritorno alla Savana [218]
XXIV. L’isolotto [227]
XXV. Un combattimento fra antropofagi [234]
XXVI. La scomparsa del mozzo [246]
XXVII. Rospo Enfiato [259]
XXVIII. L’aldèe dei Tupy [271]
XXIX. Assediati nel carbet dei prigionieri [287]
XXX. Fra il fuoco e le freccie [298]
XXXI. La ritirata di Diaz [309]
XXXII. L’assalto dei Tupinambi [319]
Conclusione [331]

NOTE:

[1]. Era la baia di Reconcavo, una dalle più belle dell’America del sud e dove più tardi sorgeva Bahia, una delle più ricche città del Brasile.

[2]. Le più cospicue famiglie brasiliane di Bahia, si vantano di discendere da questo audace e fortunato avventuriero.