Sette od otto enormi pesci-martello, mostravano le loro orribili teste a pochi passi dalla zattera, aprendo e rinchiudendo le loro mascelle con uno scricchiolío per nulla rassicurante.
I loro occhi, bruttissimi, collocati alle due estremità del martello, dall’iride azzurro cupo, si tenevano ostinatamente fissi sui due naufraghi come se cercassero di affascinarli.
— Non sono meno pericolosi degl’indiani questi, — disse il giovane portoghese. — Non sarà però cosa facile per loro di inerpicarsi sulla zattera, giacchè la natura non li ha, fortunatamente, provvisti di zampe e di artigli.
Che boccaccie! Non ti senti gelare il sangue, mio piccolo Garcia?
— E anche girare la testa signore, — rispose il mozzo.
— Prendi uno spadone e picchia sodo se si avvicinano.
— Sarebbe meglio fucilarli.
— Degli spari! No, Garcia, non facciamo tornare gl’indiani o accorrere degli altri.
Ve ne possono essere ancora sotto quelle boscaglie. —
Gli squali si erano messi a girare intorno alla zattera, tenendosi ad una certa distanza, mostrando ora i loro dorsi potenti ed ora le loro code che sono così robuste da poter rovesciare d’un sol colpo un canotto di media lunghezza.