Anche negli orecchi fanno altrettanto, cacciandosi nel lobo dei dischi in modo che le estremità inferiori toccano sovente le spalle!

I due indiani che erano armati di lunghi archi di legno del ferro, e di certe specie di pugnali pure di legno, assai acuminati d’ambe le parti, si erano arrestati sulla spiaggia che in quel luogo scendeva ripidissima, guardando attentamente le acque.

— Pare che non l’abbiano con noi, — disse Alvaro al mozzo. — Si direbbe che si preparano a pescare.

— Colle frecce?

— Stiamo a vedere.

— Non se ne sono ancora accorti della zattera.

— È arenata dietro alla scogliera, dove il flusso l’ha spinta. —

I due indiani dopo d’aver percorso un tratto di spiaggia erano tornati indietro strappando da una pianta alcune liane che rapidamente annodarono, formando una corda resistentissima, della lunghezza d’un centinaio di piedi.

Ciò fatto si stesero sotto l’ombra d’un palmizio e tratto da un piccolo recipiente formato da una conchiglia una manata di polvere nerastra, si collocarono l’uno di fronte all’altro, tenendo in mano un bizzarro istrumento che pareva formato da due ossa incrociate in forma d’un X.

— Che cosa fanno? — chiese il mozzo stupito.