— Nessuno, signore: ormai è irremissibilmente condannata.
— Splendida prospettiva! Meno male che dovremo menare le mani contro i selvaggi! Ciò sarà divertente.
— Ah! Non scherzate, signor Alvaro, disse il pilota. Non è il momento questo.
— Volete che pianga?
— Ci dibattiamo fra le strette della morte.
— Quella signora la prenderemo pel collo e la strozzeremo prima che ci porti via, — rispose il giovane, ridendo.
Il vecchio pilota lo guardò di traverso.
— Brutti scherzi, — brontolò. — Vedremo se riderà quando il mare lo travolgerà od i brasiliani lo metteranno allo spiedo. —
La caravella, spinta da quelle montagne d’acqua che l’Atlantico scagliava, con impeto formidabile, contro la costa brasiliana, s’avanzava sempre verso le scogliere che il gabbiere asseriva d’aver scorte. L’oscurità però si manteneva sempre così fitta, da non poter ancora sapere se erano lontane o vicine, raddoppiando in tale modo le ansietà dell’equipaggio.
Ormai non vi era più nulla da tentare per rendere il naufragio meno disastroso. L’albero calato a poppa onde potesse servire, in qualche modo, da remo, era stato quasi subito portato via, le vele non esistevano più dopo che l’alberatura era stata abbattuta, sicchè la caravella non aveva più alcuna direzione.