— Non abbiamo veduto finora altri indiani, quindi possiamo provare. —

Una nuvola di tucani con becco quanto come l’intero corpo, passava a cinquanta passi dai naufraghi.

Alvaro che aveva già al mattino caricato il fucile a pallottoni, mirò in mezzo al gruppo e fece fuoco.

Cinque o sei volatili caddero morti o feriti sopra un isolotto che si trovava a pochi passi dalla riva.

Il mozzo si era slanciato risolutamente in acqua, avendo osservato che il fondo si trovava solamente a qualche metro.

Ci teneva troppo all’arrosto per lasciarselo sfuggire.

Si era appena immerso e aveva percorsi una diecina di metri, quando un grido gli sfuggì, un grido che fece gelare il sangue ad Alvaro.

— Signore, aiuto! —

CAPITOLO VI. Il giboia delle paludi.

Le savane dell’America meridionale sono pericolosissime e lo sanno bene gl’indiani i quali prima di attraversarle si assicurano prudentemente della natura del fondo per non farsi inghiottire.