— Ecco le costolette! — esclamò Alvaro. — A qualunque specie appartenga, quell’animale non lo lascierò sfuggire e lo metteremo sui carboni.

Badiamo che non ci sfugga, Garcia.

— Mi pare che non ne abbia il desiderio signore. —

Si accostarono alla pianta tenendo gli archibugi puntati su quello strano animale il quale continuava a lamentarsi con degli a-ih! sempre più lugubri.

Vedendo avvicinarsi i cacciatori non faceva alcun tentativo per evitarli. Si manteneva ostinatamente aggrappato al ramo, muovendo appena appena e quasi a fatica, la coda.

— Che abbia le zampe rotte? — chiese il mozzo. — Una scimmia non rimarrebbe lì ad aspettare i nemici, anzi.

— È poi una scimmia? — disse Alvaro.

— Sia una scimmia o no, quell’animale si lascierà ammazzare colla miglior buona grazia. Sarà forse contento di offrire a due uomini affamati le sue bistecche. —

Erano giunti sotto la pianta che era pochissimo alta, e quello strano essere non aveva fatto ancora alcuna mossa per rifugiarsi almeno sui rami superiori.

Assai sorpreso Alvaro si era messo a osservarlo curiosamente, credendo che qualche grave ferita gl’impedisse di fuggire.