L'automobile accelerò subito la marcia, filando sotto i pini giganti i quali, fortunatamente, lasciavano dei vasti e numerosi passaggi.

Degli ululati feroci, che si ripercossero lugubremente sotto gli immensi vegetali, seguirono subito quell'aumento di velocità.

Cinque o sei dozzine di lupi, tutti di alta statura, quali grigi e quali nerastri, alti di gambe e coi musi affilati, si erano scagliati dietro al treno, ululando a squarciagola.

Erano dei magnifici corridori, specialmente i primi che sono appunto chiamati, per la loro straordinaria agilità, lupi cervieri.

— Walter, — disse il canadese, il quale si era pure armato d'un mauser. — Volete divertirvi? Aprite pure il fuoco.

Se montassimo una semplice slitta vi proibirei di sparare, per non renderli furiosi, ma noi non abbiamo gran che da temere poichè il carrozzone che ci segue è sempre pronto a riceverci. —

Lo studente si alzò, appoggiò bene il calcio del fucile alla spalla ed attese che l'automobile trovasse sotto le sue ruote un lembo di terreno abbastanza liscio per non subire dei soprassalti improvvisi.

Qualche minuto dopo un colpo di fuoco si mescolava agli ululati delle fameliche belve.

Un grosso lupo cerviero, che guidava la corsa, aveva spiccato un gran salto, stramazzando subito in mezzo alla neve.

L'orda che gli veniva dietro gli si era precipitata addosso con rabbia feroce, azzuffandosi.