Uno scricchiolìo d'ossa, pochi colpi di mascelle, e sul bianco tappeto non erano rimaste che delle macchie di sangue.

Il povero cerviero era scomparso pelle e peli nelle gole dei suoi compagni.

— Che denti!... — esclamò lo studente. — Povere le nostre gambe se dovessero attaccarsi alle nostre uose!

— E che valente tiratore, mio caro, — disse il signor di Montcalm, sorridendo. — Tutti gli studenti di Cambridge vi invidierebbero.

— No, signore, quelli di Oxford, — rispose l'allegro giovanotto, prorompendo in uno scroscio di risa. — Quelli di Cambridge sapevano già che ero il loro campione e che non potevano gareggiare con me.

— Ora riprendete la musica, amico.

Quando si cominciano a fucilare, i lupi attaccano con maggior slancio.

— E perchè?

— Perchè se non possono divorare gli uomini si divorano fra di loro. L'avete visto come è finito quel magnifico cerviero?

Sotto: ci sono addosso!... —