— Me ne rido.

— E non potremo più rifugiarci nella carrozza-salon.

— Questo è vero, Walter. Avremmo dovuto farlo prima.

Ora, discendere per passare nella nostra fortezza sarebbe pericoloso per le nostre gambe.

— Ed anche per le nostre teste, credo.

— Non inquietatevi per così poco.

— Fulmini di Giove!... Guardate come diventano audaci. —

Un lupo enorme, un lupo nero dal pelo irsuto e fumante per la lunga corsa, si era slanciato sul predellino di sinistra tentando di azzannare le gambe dello studente.

Dik però l'aveva scorto a tempo, e senza abbandonare il volante, aveva afferrata rapidamente una Colt che si trovava sospesa allo scudo, fulminandolo con un paio di palle.

— Grazie, mio bravo chaffeur, — gridò lo studente, il quale si trovava in quel momento col fucile scarico. — Cercherò di rendervi, più tardi, questo favore. —