— Rompiamo lo strato che rinserra le ruote e poi vedrete che bella corsa faremo. Io conto di farvi pranzare sulle rive della baia di Hudson.

— Allora non perdiamo tempo. —

Mandarono giù in fretta un paio di tazze di thè ben bollente, si armarono di vanghe e di picconi ed attaccarono poderosamente lo strato gelato, per fare alla macchina un po' di largo e prendere lo slancio.

.... quelli del Canadà superano per statura e peso tutti gli altri, — disse il canadese. (Cap. IX).

Un'ora dopo il treno già filava magnificamente attraverso la foresta gelata, con una velocità di quaranta chilometri all'ora.

Walter ed il canadese, ben avvolti in pesanti pelliccie, avevano ripreso il loro posto dietro il meccanico, tenendo i fucili fra le gambe, sempre in attesa di fare qualche buon colpo onde variare, con qualche buon pezzo di selvaggina, la minuta del pranzo.

L'automobile si comportava magnificamente anche perchè il terreno su cui s'alzava l'immensa foresta, si manteneva costantemente piano.

La neve, tramutata ormai quasi in un banco di ghiaccio, non cedeva sotto il peso del treno. Era bensì vero che qualche volta succedevano degli slittamenti, ma poi la macchina riprendeva il suo slancio con un teuff-teuff sonoro.