— Se provassimo, signor Gastone? — insistette lo studente. — Non sono che a quattrocento metri e siamo abili cacciatori.

Il canadese, che sapeva di che cosa fossero capaci quei bestioni, non meno terribili degli orsi bianchi, esitava, poi finalmente la passione del cacciatore lo vinse.

— Sì, — disse. — Venire al Polo per non provare le forti emozioni della caccia sarebbe una sciocchezza.

Proviamo, Walter. Dopo tutto non getteranno in aria il nostro treno a colpi di corna.

Dik!... Armatevi anche voi di un fucile.

— Pronto, signore, — rispose l'ex-baleniere, il quale amava le forti emozioni non meno degli altri.

Mentre si dirigeva verso il carrozzone per prendere la grossa carabina da caccia, il canadese e lo studente erano balzati sul campo di ghiaccio, mettendosi in ginocchio l'uno accanto all'altro.

I buoi muschiati si erano già accorti della presenza di quel mostro a loro sconosciuto, ed avevano arrestata la loro marcia verso la spiaggia, disponendosi su una doppia fila, colle teste basse, come se si preparassero a caricare.

— Che siano veramente così terribili? — si chiese lo studente. — Ora lo sapremo. —

Si volse indietro. Dik giungeva in quel momento portando tre grosse carabine da caccia, già cariche.