— Per Giove!... — esclamò lo studente. — Che tutti i fulmini mi piombino addosso se questa sera non assaggerò un pezzo di bue polare.
Se sarà muschiato come un coccodrillo, tanto peggio per la cucina. —
Mirò con estrema attenzione e fece fuoco. Il canadese lo aveva subito imitato.
Un bufalo, fulminato da una o dall'altra palla, era caduto subito sulle ginocchia, mandando un lungo muggito.
Gli altri rimasero un momento come stupiti, forse un po' spaventati da quei due spari che forse mai avevano uditi, poi con un insieme fulmineo si slanciarono a corsa sfrenata verso il treno, mentre il loro compagno si rovesciava pesantemente su un fianco, vomitando un torrente di sangue dalla bocca.
Dik aveva mandato un grido:
— Nel carrozzone, signori!... —
Il canadese e lo studente, prima di obbedire, vuotarono celeremente i serbatoi dei mauser colla speranza di arrestare la carica che diventava di momento in momento più fulminea, poi vedendo che le terribili bestie avanzavano, quantunque dovessero aver ricevuto non poche palle, poichè anche Dik aveva fatto fuoco, saltarono dentro il carrozzone, nella loro fortezza che nessun corno poteva certamente sollevare e rovesciare.
— E l'automobile? — gridò il signor di Montcalm.
— Lasciate fare a me, — rispose lo chaffeur, tornando precipitosamente indietro.