D'altronde la barcaccia era già giunta sull'altra riva e l'automobile si preparava a rimettersi in corsa.
I barcaiuoli assicurarono fortemente il galleggiante, tolsero la trave, presero al volo un paio di dollari gettati loro dai due campioni, e l'automobile salì d'un colpo solo la riva, guadagnando la larga e comoda via che costeggiando il lago Ontario conduce ad Oswego, una delle più ridenti cittadine delle estreme frontiere settentrionali degli Stati dell'Unione.
Miss Ellen, che conosceva benissimo i dintorni di tutti i grandi laghi, aveva lanciata la sua macchina alla velocità di ottanta chilometri all'ora, facendola quasi volare dinanzi alle fattorie che sorgevano lungo i margini della larghissima via, una delle più belle e delle migliori del Canadà.
Quantunque vi fosse un buon palmo di neve, le ruote, fornite di robuste pneumatiche, scorrevano velocissime senza slittare.
In capo a pochi minuti, l'automobile, uscito di fra la campagna, si trovò sulle rive del lago.
L'Ontario scintillava superbamente, incastonato fra gigantesche foreste di pini bianchi, enormi vegetali che raggiungono una circonferenza di cinque ed anche sei metri, ed un'altezza di più di trenta, che le scuri dei boscaiuoli, quantunque da qualche secolo poderosamente manovrate, non erano ancora riuscite ad abbattere.
Delle grosse barche da pesca, colle vele variopinte, si cullavano graziosamente fra le onde che un freddo vento del settentrione sollevava, e dei piroscafi lunghi e sottili, filavano rapidamente, lanciando in aria turbini di fumo e fischi interminabili.
Dei grossi falchi pescatori, grandi distruttori di pesci, che attirano, a quanto pare, rigettando delle materie oleose, volavano via, ora alzandosi quasi a perdita d'occhio ed ora lasciandosi cadere, quasi a corpo morto, sulla superficie del lago, per rialzarsi poco dopo con qualche grossa trota stretta fra il robusto becco.
Panorami splendidi si succedevano senza posa, ma gli automobilisti pareva che non se ne interessassero affatto, specialmente la miss, la quale concentrava tutta la sua attenzione sul volante e sulla interminabile via che le si apriva dinanzi, serpeggiando fra immensi filari di alberi della cicuta, piante preziosissime, poichè il loro legno serve alla costruzione delle palizzate costeggianti i laghi ed i fiumi, essendo incorruttibile, anche se immerso da centinaia d'anni.
In quanto ai due campioni avevano ben altro da pensare in quel momento che starsene a contemplare le acque del lago o le navicelle che lo solcavano, e fors'anche i loro partners avevano troppe preoccupazioni.