Le parole pronunciate poco prima da mister Torpon avevano gettato nei loro animi un certo sgomento.
Con un'altra fulminea volata l'automobile girò intorno alle varie e profonde insenature che l'Ontario descrive presso l'imbocco del S. Lorenzo, poi verso le cinque di sera, nel momento che il sole autunnale stava per scomparire dietro le gigantesche foreste, infilò la gran via maestra di Oswego, arrestandosi dinanzi ad un grande albergo di sette piani.
— È qui che volete fermarvi, mister Torpon? — chiese la giovane, arrestando la macchina.
— Sì, miss, — rispose l'americano. — Vi fermate a cenare con noi o proseguirete per Albany?
— Ho fretta di giungere a casa mia, signori miei.
— Gli è che si fermeranno con noi anche i partners.
— E così?
— Volete partire sola, di notte?
— Forse che non ho la mia rivoltella?
— La vostra macchina potrebbe guastarsi lungo la via. Avete fatto male a non condurre con voi il vostro meccanico. —