— Ai begli occhi di miss Ellen, prima di tutto, — disse il yankee.

— Alla solidità ed al filo della mia lama, — disse invece il canadese.

— Sareste feroce come un antropofago, signor di Montcalm? — chiese il yankee.

— Può darsi, — rispose asciuttamente il canadese, e vuotò d'un colpo il bicchiere.

Vi erano sulla tavola parecchie bottiglie di liquori. Ne prese una di wisky, la fece sturare e ne versò a tutti, dicendo:

— Bevo al felice viaggio dell'uomo che domani sarà morto.

— Come siete funebre, signor di Montcalm, — disse mister Torpon, il quale si era sentito correre per le ossa un brivido gelato.

— È un brindisi come un altro. —

Si erano alzati. I due rivali sembravano tranquillissimi; i due partners invece, quantunque abituati a vedere degli uomini fracassarsi reciprocamente i corpi e le teste a gran colpi di pugno, erano pallidissimi.

Ad una chiamata del yankee un servo negro che reggeva un doppio candelabro d'argento, era accorso.