Passò un altro minuto, lungo quanto un secolo. Le ultime vibrazioni del do si erano a poco a poco affievolite ed un silenzio di tomba era piombato nuovamente sulla vasta sala.
Ad un tratto l'udito piuttosto acuto del canadese, raccolse un rumore indistinto. Pareva ora che un piede nudo strisciasse sul soffice tappeto ed ora che invece fosse una mano che strisciasse lungo una parete.
Si era bruscamente voltato, aguzzando invano gli sguardi.
Proprio in quel momento nella via sottostante si udirono delle voci umane miste a scoppi di risa.
Una brigatella di persone allegre passava dinanzi all'albergo cantando l'yankee-dodle.
Quando quelle voci si perdettero in lontananza, lo stropiccìo che aveva allarmato il signor di Montcalm era cessato. Il silenzio era nuovamente piombato nella sala.
— Me l'hanno fatto perdere, — mormorò il canadese, mordendosi con rabbia le labbra. — Quegli ubbriaconi potevano passare di qui un po' più tardi.
Dove sarà ora quel dannato yankee? Dove sorprenderlo? Che si sia fermato e che al pari di me tenti di raccogliere il rumore dei miei piedi? Ah no, può aspettarmi, perchè non mi muoverò così presto.
Il sole è ben lontano ed in dieci ore possono scannarsi anche diecimila uomini.... —
Si era bruscamente interrotto ed aveva fatto un mezzo giro su sè stesso, tornando a dilatare le pupille, poi si era lentamente abbassato stendendosi del tutto al suolo ed accostando un orecchio sul tappeto.