Aveva udito un altro fruscìo, ma che pareva provenisse dall'opposta direzione. L'americano, approfittando di quello schiamazzo, aveva fatto il giro della sala portandosi dall'altra parte?

Il canadese ascoltava sempre, premendo l'orecchio contro il tappeto.

Il suo udito raccoglieva, di quando in quando, dei crepitii appena percettibili. Dei piedi premevano, con precauzione, il pesante tessuto, diventando sempre più distinti.

Dunque il yankee si avvicinava, avanzandosi forse anche lui verso il centro della sala? Probabilmente, attratto da quella nota mandata dal pianoforte, aveva raggiunto l'istrumento e non avendo trovato l'avversario, doveva avere seguite le pareti per poi lasciarle.

Ora doveva cercare verso il centro, brancolando nel buio ed avanzandosi naturalmente a casaccio.

Il canadese lo udiva avvicinarsi sempre più, poichè i crepitii della stoffa, per quanto leggieri, giungevano più distinti al suo orecchio.

Dove sarebbe passato l'avversario? Dinanzi o di dietro? A destra od a sinistra? Ecco quello che chiedeva con una certa angoscia.

Non gli sarebbe invece caduto addosso, inciampando in quel lungo corpo disteso?

Il signor di Montcalm riflettè un istante, si compresse colla mano sinistra il petto come se volesse imporre silenzio ai forti battiti del cuore, poi lentamente si sollevò e si mise in ginocchio, girando intorno a sè la destra armata.

Sentiva il nemico, ma per quanti sforzi facesse per raccogliere meglio il rumore di quella marcia silenziosa, non riusciva a stabilire la direzione che teneva.