Certo di lei sonetto, in cui spiegata

V'era la doglia che la fe' soffrire

Con parole e sospiri all'impazzata.

Dirle mi piace: sono una fanciulla

Onesta e virtuosa ed il suo affetto

Inver da me non otterrà mai nulla;

Non già ch'io non le sia riconoscente,

Che di cuor la ringrazio del sonetto,

Ma circa amor, non ne facciamo niente.

Se nei versi citati predomina la grazia onesta, ma scherzosamente birichina, un profondo sentimento inspira questi altri che pure autografi ed inediti si trovano fra le carte del Silingardi.