[35]. Quest'epigrafe si legge ne l'interno de la chiesa dei Minori Osservanti di Forlì detta di Valverde. Il Brighenti scrisse alcuni cenni biografici de la moglie, i quali si trovano autografi fra le carte donate dal prof. Silingardi al Municipio di Modena.

TERESA CARNIANI MALVEZZI.

A Bologna Giacomo Leopardi trovò così liete accoglienze, quando vi stette alcuni giorni mentr'era diretto a Milano, chiamatovi da lo Stella, che partendone aveva già deciso di ritornarvi per un lungo soggiorno. A pena ebbe combinati con l'editore milanese gli elementi de le due edizioni latina e latina italiana de le opere di Cicerone e compilatine i programmi ne le due lingue, il 26 settembre 1825 partiva da Milano e la mattina del giorno 29 era a Bologna, dove prese a pigione un appartamentino in casa di un'ottima e amorevolissima famiglia, gli Aliprandi, che abitavano presso il teatro del Corso in casa Badini. Essi pensavano anche al suo vitto ed al servizio, chè egli accettava di rado e poco volontieri i molti inviti a pranzo continuamente fattigli. Le premure de' suoi ospiti gli erano care in sè, e più care perch'egli capiva che la grande stima in cui lo si teneva era causa di questi riguardi. Troppo aveva sofferto nel borgo natio, vedendosi disprezzato perchè d'aspetto infantile, deforme, misero, perchè amante de la solitudine e tutto dato ai libri, dovendo a sua volta disprezzare quei coetanei e compaesani che non si curavano d'esser qualche cosa, si davano da sè il nome d'ignoranti e gli predicavano che con gli anni egli avrebbe messo giudizio e cioè abbandonati gli studi. Quel suo somigliare un grande ingegno (e certo pensava a sè) apprezzato in Recanati come la gemma nel letamaio ricorda l'orgoglio dantesco del

Faccian le bestie fiesolane strame

Di lor medesme, e non tocchin la pianta,

S'alcuna surge ancor dal lor letame,

In cui riviva la sementa santa

Di quei Roman, che vi rimaser, quando

Fu fatto il nido di malizia tanta.