E digli come a' miei giorni dolenti

Speme nessuna mai limite pone,

Sin che propizio a me nol guida amore.

E poco diversamente, ma con malinconia molto più nera, cantava altra volta:

. . . . . . . . . . . . . io non saprei

Tant'eloquenza aver quanti ho martiri.

E ripetendo questi mesti accenti,

Deh non tacer che'l duol morta ha ragione,

E qual pungente stral m'ha fitto in core.

E poi di' come a' miei giorni dolenti