. . . . . . . . . . e grave in vista,
Seco venia quel nobil de' Malvezzi,
Giulian, de l'arme e della patria onore.
E qui finisce il canto terzo.
Satana veduta venirne a l'inferno l'anima di Morozzo, monta in furore e minaccia tutti gli spiriti dannati: il Tradimento, prendendo aspetto di Francesco Brunelleschi, annuncia al Buondelmonte i tentativi di Averardo, e quegli, riuniti gli amici, corre con loro al palazzo ducale e rivela il pericolo a Gualtieri, che, sgomento, si ode consigliare da l'uno il richiamo in patria de le famiglie offese e la clemenza, da gli altri la crudeltà, l'uccisione del Medici, il tradimento. Il duca risolve di tentare a vicenda le arti e la violenza: a Guglielmo affida la vigilanza de la città; manda Buondelmonte a Bologna, Cerrettieri a levare armi ed armati; ritiene Baglioni presso di sè. Il Pepoli intanto festeggia solennemente le nozze del figlio, descritte da la Malvezzi con bella efficacia pittorica; a rallegrare tali nozze venne da Avignone la Corte d'amore, presieduta da Fannetta da Romanino: Amore è così invocato:
Salve stella d'Amor, salve o Fanciullo,
Salvete, o Grazie, cui sfavilla Amore!
Per voi riprende vita e prende forma,
Per voi risplende di letizia vera
Tutto che il mondo ingenera e governa.