Anzi d'altrui le tenere
Cure suol porre in gioco;
E d'un celeste foco
Disprezzo è la mercè.
Il signor Sante Sottile Tomaselli nel suo studio sul Risorgimento di G. Leopardi immagina che il poeta, innamorato di qualche bella popolana di Pisa, si vedesse oggetto de gli sguardi schernevoli e dei sorrisi canzonatori de le altre donne, che potevano osservarlo, mentr'egli in qualche via fissava la fanciulla cara; ma questa non è che una supposizione, a la quale manca non pure ogni prova, ma ogni sostegno. Del resto a l'asserzione che il Risorgimento sia stato inspirato da una gentil Pisana, risponde il poeta stesso:
Da te, mio cor, quest'ultimo
Spirto, e l'ardor natio,
Ogni conforto mio
Solo da te mi vien.
Lo Straccali, acutissimo commentatore dei canti leopardiani, ed altri molti credono inspirati da la Malvezzi i versi che citammo, in cui si risente la piena de l'amarezza, rimasta in cuore al poeta dopo una crudele delusione: ma che questa fosse la perduta amicizia de la contessa, mi par dubbio per lo meno; veritiero e sincero ne la sua inspirazione, se avrebbe potuto affermare che quelle pupille tremule, quel raggio sovrumano, non brillavano d'amore per lui, avrebbe potuto con ugual verità dir che ne la contessa non v'era nessuna intima affezione, che quel bianco petto non chiudeva una favilla, egli che l'aveva conosciuta tenera, anzi tenerissima di cuore?