[63]. Vedi Dr. Franco Ridella, Una sventura postuma di G. L., pag. 503.
[64]. Vedi a pag. 301 del volume Prose morali di G. L., commentate da Ildebrando Della Giovanna, il pensiero IV.
[65]. Diversamente in certi particolari narrò la fine del Leopardi il Ranieri ne la sua lezione su Enrico Alvino, da pag. 251 a pag. 257 del volume Scritti varii di Antonio Ranieri, vol. I. (Napoli, Morano, 1879, in 16º, di pagg. 322.)
[66]. Vedi Parole di A. Ranieri a l'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti per la morte della sorella Paolina, recitate nella tornata dei 5 di novembre 1878, dal collega segretario Giulio Minervini, pag. 6. (Napoli, 1878.)
[67]. Questo medaglione di Paolina Ranieri era già stato riprodotto pel presente volume, quando dal prof. A. De Gennaro Ferrigni ebbi notizia di una miniatura de la Ranieri, che doveva trovarsi in un prezioso album, già appartenente a la chiara gentildonna Lucia De Thomasis.
L'egregio signor cav. A. De Thomasis di Chieti con somma gentilezza acconsentì a far ricerca di questa miniatura, ch'era andata smarrita, e trovatala, me ne favorì una riproduzione, da la quale fu tolto il medaglione che precede questo studio.
LA DONNA NELLA VITA E NELLE OPERE DI G. LEOPARDI.
La donna ha sempre un'azione importantissima su la vita de l'uomo; il cuore di lui nei generosi affetti come nei tristi, ne le azioni eroiche come ne le volgari, ne la gioia come nel dolore, risente l'efficacia del cuore femminile; e non soltanto ciò ch'egli ama, spesso ancora ciò che è, ciò che può, che sa e che fa è opera in buona parte d'una donna. Perciò non è certo senza interesse, nè senza importanza ne la storia di un grande ingegno il vedere quali donne egli ebbe care, quale influenza esse esercitarono su di lui, che cosa egli pensò di quelle donne in particolare e de la donna in generale. Se questo può dirsi di quasi tutti i grandi, a ben maggior ragione si può affermare di Giacomo Leopardi, di cui tutta la vita e tutta l'arte si compendiano in un'alta e vana aspirazione a la donna e a l'amore.
Ne la casa paterna la sua infanzia passò in una rigidezza quasi ascetica, ma anche l'aria stessa ch'egli respirava, per dir così, era di una purezza altamente educatrice: severissima, la madre non gl'inspirava tenerezza, ma certo gli appariva, più che degna di un timoroso rispetto, figura austera e dignitosa; affettuosissime le nonne e, più che mai, la sorella Paolina ch'egli prediligeva e che sempre ebbe cara. Nei giuochi infantili l'orgoglio prevaleva a l'affetto, ed il trionfo ne le finte battaglie romane, il primeggiare in tutto rendeva felice quel vivace Giacomo, cui il vestito nero da abatino non temperava lo spirito battagliero, nè la monotona severità de la casa spegneva il fuoco de la fantasia. Ne le ore de lo studio e de la conversazione egli era il fanciullo obbediente e forzatamente quieto, ne la libertà dei giuochi venivano svolgendosi in lui l'immaginazione vivacissima, creatrice di mondi tutti suoi, l'insaziabile desiderio di lode e lo scherno contro chi ardiva opporglisi. Ma e ne lo studio e nei trastulli la compagnia di Paolina metteva una nota di gentilezza e d'affetto che quei fieri ragazzi non avvertivano forse, ma che influiva grandemente su l'animo loro. Giacomo non era di continuo un fanciullo turbolento; ne le notti estive, solo ne la camera buia, di cui le persiane eran chiuse, egli ascoltava battere le ore a l'orologio di piazza, sentendosi rinfrancare da quel suono, e, vedendo dissipate le immagini paurose che gli si affollavano d'intorno ne l'oscurità, gli entrava in cuore uno strano sentimento di dolcezza, simile a quello che provava la sera, quando da le finestre de la sua stanza, che davano sul giardino paterno, egli contemplava le stelle, sentendo già un poetico commovimento, un'ineffabile soavità, dinanzi a l'infinito stellato. L'irrequieto, il prepotente Giacomo aveva allora dei momenti pensosi di tenerezza, nei quali, in potenza se non in realtà, egli era già poeta. Ne la severità de la famiglia questa tenerezza si volgeva specialmente a la pietà religiosa, di cui i suoi lavori fanciulleschi e d'adolescente attestano il fervore.