Qui non vi ha nel poeta l'adorazione de la bellezza plastica, ma un soave, malinconico vagheggiamento di un'anima giovane, pura, di cui le sventure lo fanno ripensare con minor amarezza al dolore proprio e con fraterna simpatia a la sorte avvenire di lei. Egli si sente grande, ma nel suo pensiero vede lei così semplice, così vera figlia de la natura, che gli appare divina: vorrebbe tenderle le braccia e sorreggerla, ella apre le ali candide e s'innalza ne l'azzurro. È debole, malata, ne' begli occhi vi è una tristezza profonda, chi sa che cosa sente, che cosa sogna? Egli, bevendo quasi i pensieri che crede veder riflessi in quel puro sguardo, si eleva a le più alte regioni de l'anima. La stessa Fattorini è la gentile immagine del Sogno; rivedendola morta, il poeta le parla teneramente del suo affetto, vuol sapere da lo spirito quello che da la persona non seppe: s'ella ebbe pietà di lui, e gode di una malinconica gioia e si esalta, sentendo ch'ella gli fu compassionevole ed affettuosa. Ancorchè ella lo avesse amato, come nota il Mestica, la povera giovanetta doveva tremare a l'idea che il conte Monaldo potesse saperne qualche cosa.

Nel Sogno vediamo piuttosto l'abile imitatore del Petrarca che il vero artista. Non vi mancano versi originali e belli: tale è l'immagine de la donna, che con atto materno pone, sospirando, la mano sul capo del giovane; tale il ricordo di quel flore di gioventù, appassito nel pieno rigoglio. Ritornano vari pensieri de l'Appressamento della morte: così quello de lo sconforto che apporta la prossima fine ai giovani i quali hanno ancora intatte le loro speranze:

All'immatura sapienza il cieco

Dolor prevale. . . . . . . .

E quel paragonare la sua giovanezza a la vecchiaia, da cui poco discorda, richiama parecchie frasi de l'Epistolario, e fra le altre quella con cui Giacomo afferma d'aver sempre condotto una vita quale non si richiederebbe da un cappuccino di settant'anni; il che è prova de la sincerità del suo affetto, anche in questo componimento d'imitazione.

Qualche tratto rivela lo scetticismo sempre maggiore, quantunque ne l'insieme questo e gli altri idilli abbian un'intonazione piuttosto triste che scettica. Ed un'ultima osservazione ricorre qui opportuna: se, come si può considerar sicuro, la donna del Sogno è la Fattorini, abbiamo qui la prova che il Leopardi ebbe per lei un vero, benchè calmo affetto, piuttosto che una fantastica simpatia, poichè la dolce apparizione dice al poeta:

. . . già ruppe il fato

La fe' che mi giurasti;

sia pure che questa fede fosse stata giurata solo ne l'intimo, essa denota un amore reale.

Un anno a presso, nel 1819, rievocando il ricordo de la soave fanciulla perduta, il poeta scriveva la canzonetta Per morte di donna amata, dove, quantunque il motivo sia petrarchesco, vi ha tanta grazia e tanta dolcezza di inspirazione e così squisita musicalità, e dove il poeta ritrova l'immagine de la candida fanciulla in una betulla candida, separata da le altre.