Donna Teresa posò la candela sopra una mensola, e presa tra le mani la testa del figlio, lo baciò sugli occhi e sulla fronte. Più alta di lui e così grossa com'era con le ampie maniche bianche della veste, ella pareva in quel momento la statua della Protezione. Don Pio si lasciò baciare e stringere fra le braccia della duchessa come un bambino. Aveva bisogno di quelle carezze, e sentiva che se vi era al mondo una persona, che potesse guidarlo e sorreggerlo, quella persona era certo sua madre.

La vista di lei lo sollevò alquanto e alzando la testa la fissò con uno sguardo così affettuoso come nessuna donna, all'infuori di lei, aveva mai veduto balenargli negli occhi e attrattala accanto a sè sopra un sofà basso, le disse:

—Se tu sapessi come aveva bisogno di te, ma supponevo tu fossi alla Marsiliana.

—Sono giunta stasera,—rispose la duchessa appoggiando la mano breve e carnosa sulla spalla del figlio.

La duchessa continuò:

—Non potevo star lontana mentre tu qui lottavi. Il mio appoggio non ti è mai mancato, e perchè volevi ti mancasse adesso?

—Non credevo che una donna, e una signora sopratutto, potesse essermi utile in una occasione come questa, e non ti ho scritto di questa mia manifestazione di vanità, perchè, se vuoi che ti dica il vero, non credevo tu l'approvassi.

—Ma tu sai, Pio, che io approvo tutto quello che serve a metterti in evidenza, a porti al disopra dei tuoi simili!

—Credevo che i tuoi sentimenti di devozione al papa t'impedissero....

—Il primo, il più forte dei sentimenti, anzi l'unico, è l'amore per te. Tu sai che ti amo al punto da esser gelosa delle donne che tu preferisci, e di non esser tranquilla altro che ora perchè ti vedo a fianco quella povera Camilla....