Fabio si scusò, rispose che non era in abito da visita, che sarebbe andato più tardi, ma il domestico rispose che la signora duchessa voleva parlargli subito, e non potendo resistere a quelle vive preghiere, egli salì le scale che conducevano al secondo piano, pensando sempre con sconforto alla delusione provata.

La duchessa era già vestita, col cappello in testa e il libro da messa in mano, pronta per uscire. Ella, che sapeva sempre quello che voleva, e andava diritta allo scopo, stese affabilmente la mano a Fabio e senza tanti preamboli gli disse, dopo averlo fatto sedere accanto a sè:

—Io voglio che mio figlio sia eletto; che cosa bisogna fare?

Fabio riflettè un momento, ma spronato da quel fare risoluto, vinse la naturale pigrizia del pensiero, e rispose lealmente:

—Oramai il principe si è impegnato troppo formalmente per la stazione in Trastevere, bisogna fare di quell'idea la base della sua elezione e svolgerla, predicarla, affermarla.

—E con quali mezzi?

—Con la stampa.

—Ma io non credo che i giornali, così senza nessun interesse diretto, prenderebbero a cuore la candidatura di mio figlio.

—È vero, ma la stampa non è in floride condizioni a Roma e io farei così per amicarla al principe: C'è un giornale morente, un giornale parlamentare, che era sostenuto da un gruppo di deputati piemontesi e liguri, i quali si sono stancati di non ottenere neppure un posto di segretario generale con tutti i sacrifizi fatti per mantenerlo. Quel giornale, che è La Stampa, tira gli ultimi aneliti, ma non è screditato. Bisognerebbe comprarlo e reclutare fra i redattori dei giornali romani tutta la redazione promettendo loro stipendi che non hanno mai sognati. Bisogna intendersi bene; la scelta è difficile perchè molti di quei redattori, per amore del giornale dove sono, per devozione al direttore, sarebbero capaci di rifiutare, ma fra sei disinteressati c'è sempre l'avido. Ora questo avido con la speranza di migliorare la sua situazione appena La Stampa sarà nelle mani del principe, saprà sostenerne la candidatura, saprà combattere per lui, e l'avere un alleato, un amico in tutti i campi, o almeno una persona che avrà interesse a paralizzare gli attacchi, mi pare un immenso vantaggio.

La duchessa stette un momento soprappensieri, poi disse: