—L'ho promesso a me stessa tante volte che tutto il bene che avrai ti dovrà venire da me, e vorresti che in questa occasione mancassi alla mia parola? Vedi, Pio, io voglio che, quando sarò sparita, tu pensi a me con tenerezza, tu riconosca, per la forza dei fatti, che tua madre non solo ti ha fatto ricco, ma non ti ha negato mai un balocco nell'infanzia, nell'adolescenza, nell'età matura. Per me questa elezione non ha più valore di un balocco; tu lo vuoi ed io te lo voglio procurare. E per procurartelo metterò nelle tue mani un giornale, e col giornale acquisterai importanza come deputato e potrai salire dove tu vorrai, purchè tu sappia scegliere la gente che deve aiutarti.

—Quest'allusione so a chi è diretta, ma ti ripeto, mamma, che quell'uomo, che tu hai veduto uscire di qui, mi s'impone per la forza delle circostanze.

—E tu imponiti a lui con altri mezzi, che non ti possano nuocere; deve essere avido e bisognoso; un uomo ricco ha sempre modo di obbligare uno che non è, e che vuol esserlo. Ora andiamo nella sala da pranzo, perchè la colazione deve esser pronta,—disse la duchessa,—ma non far parola a Camilla di tutto questo tramestio, che ella non può capire, e di cui il suo animo timoroso potrebbe sbigottirsi.

—Camilla è un grande ostacolo, mamma; ella non capisce la vita sotto nessun aspetto.

—Beati i poveri di spirito! Lasciala battere la sua via,—disse la duchessa prendendo il braccio del figlio e guidandolo fuori del suo quartiere.

La principessa, immersa nella lettura di un giornale illustrato, Le figlie di Maria, era ritta dinanzi a una delle finestre della sala, o quando vide entrare il marito e la suocera andò loro incontro, e dopo aver baciato a questa la mano, presentò la fronte al bacio del marito che gliela sfiorò leggermente, e appena sedutosi a tavola continuò con la madre l'interrotta conversazione, non curandosi della presenza di lei, come non si curava dei servitori, che giravano le pietanze e cambiavano piatti e posate.

Quella grande sala con le pareti coperte d'arazzi e i mobili del tempo dell'Impero, dalle forme rigide e dalle dorature sbiadite, era tristissima e fredda.

Pareva che la primavera non potesse farvi penetrare i suoi effluvi profumati, che il sole non osasse spingervi i suoi raggi.

La principessa Camilla mangiava poco e lentamente. Ella non prendeva parte alla conversazione, e soltanto quando udì parlare dell'acquisto del giornale, posò la forchetta e domandò con la voce che diveniva molto nasale quando ella voleva criticare:

—Che cosa te ne farai, Pio, del giornale? Pensi forse a scriverlo da te?