—In nessun luogo disgraziatamente—rispose Maria cui non era sfuggita l'allusione.—Alcuni sono tanto fortunati da averne scoperta una sorgente e finchè quella non si esaurisce, sono al coperto dalla infezione; se la sorgente diviene sterile si ammalano subito.

—E voi siete sicura che la vostra non si esaurirà mai?

—Sì—rispose ella arditamente.—Sì, perchè la mia sgorga in un terreno che, date certe circostanze speciali, l'alimenta sempre.

—Come si chiama di grazia questo terreno?

—Il giardino della riconoscenza.

—Mia bella signora, voi parlate come una pastorella di Arcadia.

—E voi come un pastore, che navighi di continuo sul fiume del Tenero.

—Se ci sentissero, riderebbero per bene alle nostre spalle,—osservò il Suardi che passava per lo sguaiato e il cinico della redazione, ed era in fondo il più ingenuo e il più illuso fra i suoi colleghi.

La principessa voleva che parlassero male di lei, voleva compromettersi, voleva incanagliarsi, come diceva a sè stessa nelle sere di spasimo, affinchè il marito lo sapesse, affinchè al marito parlassero di quel fatto, ma in quest'intento non riusciva. La duchessa madre, che poteva essere la sola che riferisse quelle voci a don Pio, era assente da Roma, e gli altri non avevano col principe della Marsiliana tanta confidenza per permettersi uno scherzo; essi attaccavano piuttosto Fabio, ridevano con lui dell'amore che aveva ispirato, ma al principe non dicevano nulla, e il principe pensava il meno possibile alla moglie.