Fiera e sdegnosa si piantò allora in faccia a don Pio e squadrandolo gli disse:

—Se è un uomo d'onore, si rammenti della promessa che mi ha fatto.

—Non so quello che sono in questo momento; so che qui siamo soli e che ti amo come un pazzo e che sarai mia.

—Viva mai!—rispose Maria senza levar gli occhi da quelli del principe.

—Vedremo,—rispose egli, e afferratala per un braccio cercò di gettarla distesa sul lettuccio coperto dalla nivea pelle d'orso. Ma ella, con una forza raddoppiata dalla disperazione, si svincolò dalla stretta di lui e incominciò a correre per la stanza, rovesciando mobili affinchè le servissero di barriera, schivando le mani avide che si stendevano di continuo per abbrancarla, respingendo quella bocca protesa per cogliere un bacio sul suo volto. In quella lotta il ramino si rovesciò, lo spirito corse come un rivo di fuoco sul tappeto e la fiamma, appiccatasi a un tratto alla cortina di seta che copriva la porta, salì in un lampo fino alla vòlta.

Don Pio si fermò spaventato, e Maria profittando della confusione, spalancò la finestra, e senza pensare al pericolo cui andava incontro, senza pensare ad altro che quella finestra la salvava dall'onta, la salvava dalla macchia che le faceva più orrore della morte, spiccò un salto e cadde come morta sul selciato della strada.

Due persone, che passavano in quel momento dal lato opposto del marciapiede videro volare quel corpo, udirono il tonfo e accorsero a sollevarla, ma prima che avessero tempo di far commenti sul fatto, videro un gran chiarore e delle lingue di fuoco che s'erano aperto un varco attraverso la finestra spalancata, e crederono che Maria si fosse gettata di sotto per non morire bruciata. Altri passanti sopraggiunsero, e fra quelli un tipografo della Stampa, che riconobbe Maria, e corse al giornale ad avvertire che il teatro era in fiamme e che la signora Caruso, sgomenta, si era gettata dalla finestra.

Don Pio, scottandosi le mani, bruciandosi i capelli e il volto era riuscito a toglier la chiave di tasca, ad aprire la porta e a fuggire per il teatro chiedendo aiuto, gridando come un pazzo. Ma le fiamme, le fiamme alimentate dal vento, che penetrava dalla finestra spalancata, correvano anch'esse con marcia trionfale dal palco della Stampa su verso i palchi superiori, sul palco scenico, e prima che il Rosati, il Suardi e Adriana se ne fossero accorti, avevano già avvinto nelle loro immense spire infuocate tutta la sala del teatro.

Nel veder fuggire don Pio solo, don Pio che pareva una bestia inseguita, tutti si diedero a rincorrerlo, domandandogli con alte grida:

—E Maria? Dov'è Maria?